Ti è mai capitato di sentire che lo Stato vuole aiutare le famiglie che sono in difficoltà, ma di non capire mai come fare per avere quei soldi? Se la risposta è sì, non preoccuparti: la burocrazia italiana è come un labirinto buio, ma oggi noi accenderemo una luce fortissima per te. Il nome della soluzione che stai cercando è assegno di inclusione.
Molte persone lo chiamano ancora con i vecchi nomi, ma oggi l’assegno di inclusione è lo strumento principale che l‘INPS mette a disposizione per dare un respiro di sollievo a chi ha figli piccoli, a chi ha superato i 60 anni o a chi ha una disabilità in famiglia. È un aiuto economico concreto che arriva ogni mese su una carta speciale, proprio come una ricarica del telefono, ma molto più ricca!
In questa guida, scritta con parole semplicissime che capirebbe anche un bambino, ti spiegheremo come funziona l’assegno di inclusione nel 2026. Vedremo chi può averlo, quanti soldi ti spettano e come fare la domanda inps dal tuo computer senza impazzire tra uffici e scartoffie. Se vuoi proteggere il futuro della tua famiglia, continua a leggere con attenzione!
Che cos’è l’assegno di inclusione (ADI)? La spiegazione facile
Per capire bene cos’è l’assegno di inclusione, immagina che lo Stato sia come un fratello maggiore che, quando vede che sei in difficoltà e non riesci a comprare il pane o a pagare l’affitto, ti tende la mano.
L’assegno di inclusione non è un regalo che viene dato a tutti senza motivo. È un patto: lo Stato ti dà dei soldi ogni mese (la “quota A”) e, se sei in affitto, ti dà anche un aiuto extra per pagare la casa (la “quota B”). In cambio, tu e la tua famiglia vi impegnate a frequentare corsi, a cercare lavoro (se potete) o a far andare i bambini a scuola. È un modo per ripartire tutti insieme, nessuno escluso. Ecco perché si chiama “inclusione”!
Chi può richiedere l’assegno di inclusione? I nuovi requisiti ADI 2026
Questa è la parte più importante. Lo Stato non dà l’assegno di inclusione a chiunque lo chieda, ma solo a chi rispetta dei requisiti adi 2026 molto precisi. Per averlo, la tua famiglia deve avere almeno una di queste persone “fragili”:
- Un bambino o un ragazzo che ha meno di 18 anni.
- Una persona che ha già compiuto 60 anni (i nostri nonni o genitori anziani).
- Una persona con una disabilità riconosciuta dallo Stato.
- Una persona seguita dai servizi sociali perché si trova in una situazione di grave svantaggio.
Se nella tua famiglia siete tutti giovani (tra i 18 e i 59 anni), state bene di salute e non avete figli piccoli, purtroppo non potete avere l’assegno di inclusione, ma dovrete cercare altri tipi di aiuto per il lavoro.
Requisiti economici: Il portafoglio della famiglia
Oltre alle persone, lo Stato guarda quanti soldi hai. Per avere l’assegno di inclusione, il tuo ISEE (che è il documento che dice quanto sei “ricco”) deve essere più basso di 9.360 euro.
Ma attenzione! Non contano solo i soldi che guadagni (quelli che vedi quando impari a leggere la busta paga), ma contano anche i soldi che hai in banca e se possiedi delle case (oltre a quella dove vivi) o delle macchine troppo potenti o nuove.
La scala di equivalenza: Quanti soldi riceverai?
Molte persone chiedono: “Quanti soldi mi dà l’assegno di inclusione?”. La risposta non è uguale per tutti, perché dipende dalla scala di equivalenza. Non spaventarti per questo nome difficile! La scala di equivalenza è solo un modo che l’INPS usa per dare un punteggio alla tua famiglia.
Ecco come funziona in modo semplice:
- Il primo adulto vale 1 punto.
- Ogni altro adulto che non può lavorare o che è anziano vale 0,4 o 0,5 punti.
- I bambini piccoli valgono 0,15 o 0,10 punti a seconda di quanti sono.
Più alto è il punteggio della tua famiglia, più soldi riceverai ogni mese. In generale, una persona sola può ricevere fino a 500 euro al mese, più l’eventuale aiuto per l’affitto. Se la famiglia è grande, la cifra può salire molto di più!
Come fare la domanda INPS per l’assegno di inclusione
Ora che sai se hai i requisiti, passiamo alla pratica. Fare la domanda inps per l’assegno di inclusione è un percorso in tre tappe obbligatorie. Se ne salti una, i soldi non arrivano!
Tappa 1: L’ISEE aggiornato
Non puoi chiedere l’assegno di inclusione se non hai fatto l’ISEE del 2026. Se hai cambiato casa da poco, ricordati di aver fatto prima il cambio residenza ufficiale, altrimenti l’ISEE sarà sbagliato. Hai paura di sbagliare i calcoli? Segui la guida su come fare l’ISEE .
Tappa 2: La chiave magica per la domanda
Per entrare nel sito dell’INPS e scrivere la domanda, ti serve lo SPID. È la tua chiave digitale. Senza questa, non puoi fare nulla. attiva qui lo SPID professionale per la domanda ADI.
Tappa 3: Il PAD (Patto di Attivazione Digitale)
Questa è la novità del 2026! Dopo aver inviato la domanda inps, devi subito registrarti su una piattaforma chiamata SIISL e firmare il PAD. È un foglio digitale dove dici allo Stato: “Sì, accetto i vostri soldi e mi impegno a seguire le regole”. Se non firmi il PAD, la tua domanda rimane ferma e i soldi non verranno mai pagati.
| Passaggio | Cosa devi fare | Dove si fa |
| 1. ISEE | Calcola la ricchezza della famiglia | CAF o Sito INPS |
| 2. Domanda | Invia la richiesta ufficiale | Sito INPS (con SPID) |
| 3. PAD | Firma l’impegno digitale | Piattaforma SIISL |
Cosa puoi comprare con la Carta ADI?
Quando la tua domanda inps viene accettata, riceverai una lettera che ti invita ad andare alle Poste a ritirare la tua carta gialla dell’assegno di inclusione. Ma attenzione: non puoi spenderli come vuoi!
Con l’assegno di inclusione puoi:
- Comprare cibo e medicine.
- Pagare le bollette della luce e del gas.
- Fare un bonifico ogni mese per pagare l’affitto di casa.
- Prelevare una piccola parte di soldi in contanti (di solito 100 euro per ogni adulto).
Cosa NON puoi fare: non puoi usare la carta per scommettere, per comprare sigarette, per comprare gioielli o per fare acquisti sui siti di e-commerce come Amazon. Lo Stato controlla tutto, e se usi la carta male, te la tolgono!
Obblighi e controlli: Non farti togliere l’assegno di inclusione
Ricevere l’assegno di inclusione comporta dei doveri. Ogni 90 giorni, i membri della famiglia che possono lavorare devono andare ai Centri per l’Impiego o ai Servizi Sociali per confermare la loro situazione. Se dimentichi di andare a questi appuntamenti, l’INPS smetterà di mandarti i soldi.
Inoltre, se qualcuno in famiglia trova un piccolo lavoro, deve comunicarlo subito all’INPS tramite un modulo chiamato “ADI-Com”. I soldi del nuovo lavoro (quelli che leggerai quando imparerai a leggere la busta paga) potrebbero far diminuire un pochino l’assegno, ma non sempre lo fanno perdere del tutto. È sempre meglio essere onesti con lo Stato per evitare multe o denunce.
FAQ: Domande frequenti sull’Assegno di Inclusione 2026
Quanto dura l’assegno di inclusione?
L’assegno di inclusione dura per 18 mesi. Dopo questo periodo, i soldi si fermano per un mese di pausa (così l’INPS può controllare che tu abbia ancora i requisiti). Se è tutto a posto, puoi chiedere il rinnovo per altri 12 mesi.
Cosa succede se cambio casa mentre prendo l’ADI?
Devi fare immediatamente il cambio residenza in Comune e poi comunicarlo all’INPS. Se l’INPS scopre che non vivi più dove hai dichiarato, ti toglierà l’assegno di inclusione e potrebbe chiederti indietro tutti i soldi che ti ha già dato!
Posso avere l’ADI e anche l’Assegno Unico per i figli?
Sì! Questa è una cosa bellissima. L’assegno di inclusione e l’Assegno Unico per i figli possono stare insieme. I soldi dell’Assegno Unico non vengono contati come reddito, quindi non ti fanno perdere il diritto all’ADI.
Se inizio a lavorare, perdo subito i soldi?
Non subito. Se trovi un lavoro che dura poco o dove guadagni poco, i primi 3.000 euro che guadagni in un anno non vengono contati dall’INPS. Questo serve per incoraggiarti a trovare un impiego senza la paura di restare senza aiuti per la famiglia.
Richiedere l’assegno di inclusione è un tuo diritto se ti trovi in un momento difficile. Non lasciare che la paura della tecnologia o della burocrazia ti fermi. Segui i passaggi di questa guida, prepara il tuo ISEE e il tuo SPID, e invia la tua domanda inps oggi stesso. Il futuro della tua famiglia parte da qui!




Sono entrata nel mondo del lavoro nel 1979, lavoro da sempre ma non posso vantare la contribuzione piena per poter accedere alla pensione- avere l onere a 62 anni di cercare lavoro ancora… sempre degradanti per quello che impongono e quello che pagano… era diventato insostenibile- inoltre mia madre da qualche mese deve essere assistita e non potevo più avere incarichi di lavoro come prima. Questo sostegno è una soluzione per me straordinaria. Inaspettata. Sperando non allontanino ancora la mia agoniata pensione
Salve, spero che la nostra guida possa esserle stata di aiuto per poter fare richiesta o rimanere aggiornata su tutte le procedure da seguire.
La invito a leggere anche le nostre altre guide in modo da poter avere il maggior sostegno da parte dello Stato
La ringraziamo e le auguriamo una buona giornata